{"id":123303,"date":"2026-11-04T17:21:04","date_gmt":"2026-11-04T16:21:04","guid":{"rendered":"https:\/\/brainart.io\/?post_type=blog&#038;p=123303"},"modified":"2026-11-04T17:21:06","modified_gmt":"2026-11-04T16:21:06","slug":"cosa-succede-cervello-stimolo-gustativo-durante-evento-brainart","status":"publish","type":"blog","link":"https:\/\/brainart.io\/en\/blog\/cosa-succede-cervello-stimolo-gustativo-durante-evento-brainart\/","title":{"rendered":"Cosa succede nel cervello di fronte a uno stimolo gustativo durante un evento BrainArt"},"content":{"rendered":"\n<p>Venti persone, al California Institute of Technology di Pasadena, assaggiano cinque Cabernet Sauvignon distese dentro uno scanner per risonanza magnetica. Il vino arriva in bocca un millilitro alla volta, spinto da pompe elettroniche lungo tubi di plastica lunghi dieci metri, e su un piccolo schermo compare il prezzo di ciascuno, da 5 a 90 dollari. I vini in realt\u00e0 sono tre. Quello da 5 dollari viene servito anche con il cartellino da 45, quello da 90 anche con il cartellino da 10. Nello studio pubblicato su PNAS nel 2008 <a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/18195362\/\">lo stesso vino veniva giudicato pi\u00f9 gradevole quando i partecipanti lo credevano pi\u00f9 caro<\/a>, e <strong>insieme al giudizio cresceva l&#8217;attivit\u00e0 della corteccia orbitofrontale mediale<\/strong>, una regione che segue il piacere provato durante un&#8217;esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Otto settimane dopo gli stessi partecipanti riassaggiarono i vini senza alcun prezzo, e le differenze sparirono. Un altro dettaglio dello studio interessa da vicino chi lavora su un prodotto. Le aree gustative primarie, quelle che registrano che cosa c&#8217;\u00e8 in bocca e con quale intensit\u00e0, non cambiavano con il prezzo; cambiava la valutazione. <strong>Uno stimolo gustativo arriva quindi al cervello gi\u00e0 accompagnato da ci\u00f2 che la persona sa, si aspetta, vede e sente<\/strong>, e il piacere che ne ricava si forma l\u00e0 dove tutte queste informazioni si incontrano. Per chi porta un assaggio dentro un evento \u00e8 il punto da cui partire, insieme a una domanda pratica su che cosa possa cogliere di quel momento un sensore appoggiato sulla fronte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Stimolo gustativo, dalla lingua all&#8217;impulso elettrico<\/h2>\n\n\n\n<p>Le piccole sporgenze che rendono ruvida la lingua si chiamano papille, e molte di esse ospitano i calici gustativi, gruppi di circa cento cellule raccolti a forma di bocciolo. Calici gustativi si trovano anche sul palato molle e in gola. Sulla punta delle cellule ci sono i recettori, proteine che riconoscono le molecole sciolte nella saliva. <strong>Dolce, amaro e umami vengono riconosciuti da recettori di una stessa grande famiglia, mentre salato e acido passano da canali che lasciano entrare nella cellula particelle cariche.<\/strong> Quando il recettore si attiva, la cellula trasmette un segnale alle fibre nervose che la raggiungono. Le cellule gustative hanno vita breve e vengono sostituite di continuo da cellule nuove.<\/p>\n\n\n\n<p>I gusti di base riconosciuti sono cinque, cio\u00e8 dolce, salato, acido, amaro e umami, il sapore pieno del brodo, del pomodoro maturo e dei formaggi stagionati. La mappa della lingua studiata a scuola, con il dolce sulla punta e l&#8217;amaro in fondo, nasce da un equivoco. Una tesi tedesca del 1901 aveva misurato le soglie di sensibilit\u00e0 in vari punti della lingua e trovato differenze piccole; q<strong>uattro decenni pi\u00f9 tardi un manuale americano ridisegn\u00f2 quei dati s<\/strong>enza una scala che ne mostrasse le proporzioni, e le piccole differenze diventarono zone separate. Oggi si sa che i calici di tutte le regioni della bocca rispondono a tutti e cinque i gusti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"804\" src=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Parti-della-lingua-legate-ai-gusti-Charles-Spence-1024x804.webp\" alt=\"Schema della bocca con i tre tipi di papille gustative sulla lingua, palato molle e faringe, e ingrandimento di un calice gustativo con il poro gustativo\" class=\"wp-image-123325\" srcset=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Parti-della-lingua-legate-ai-gusti-Charles-Spence-1024x804.webp 1024w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Parti-della-lingua-legate-ai-gusti-Charles-Spence-300x236.webp 300w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Parti-della-lingua-legate-ai-gusti-Charles-Spence-768x603.webp 768w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Parti-della-lingua-legate-ai-gusti-Charles-Spence.webp 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le papille fungiformi, foliate e circumvallate della lingua ospitano i calici gustativi, presenti anche sul palato molle e in gola. Negli ingrandimenti, una papilla in sezione e un calice gustativo con il suo poro. Fonte Charles Spence\/Current Biology.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una strada che passa dal talamo<\/h2>\n\n\n\n<p>Dalla bocca il segnale viaggia lungo tre nervi cranici; il facciale raccoglie i due terzi anteriori della lingua, il glossofaringeo il terzo posteriore, il vago la gola. <strong>Le tre vie confluiscono nel nucleo del tratto solitario<\/strong>, nel tronco encefalico, un nucleo che nella sua parte posteriore riceve anche i segnali provenienti dagli organi interni. Da l\u00ec il segnale sale al talamo e raggiunge la corteccia gustativa primaria, nascosta nella parte anteriore dell&#8217;insula e nell&#8217;opercolo frontale, la piega del lobo frontale che in parte la ricopre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qui sta la prima differenza con l&#8217;olfatto, che arriva alla corteccia senza passare dal talamo. <\/strong>Nella corteccia gustativa primaria vengono codificati la qualit\u00e0 del gusto e la sua intensit\u00e0, insieme alla consistenza e alla temperatura di ci\u00f2 che si ha in bocca. Il passaggio successivo porta il segnale alla <strong>corteccia orbitofrontale<\/strong>, dietro la fronte e sopra gli occhi, dove gusto, odore, consistenza e vista del cibo convergono e ricevono un valore. Ne fa parte anche la porzione mediale che a Pasadena rispondeva al prezzo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il sapore nasce da pi\u00f9 sensi insieme<\/h2>\n\n\n\n<p>Quello che nel linguaggio comune si chiama<strong> gusto \u00e8 il sapore<\/strong>, una percezione che il cervello costruisce con informazioni provenienti da pi\u00f9 sensi. La lingua ne fornisce una parte. Il resto arriva dal naso, dal tatto, dalle orecchie e dagli occhi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il naso lavora dall&#8217;interno<\/h3>\n\n\n\n<p>Mentre si mastica e si deglutisce, le molecole aromatiche risalgono dal fondo della gola verso il naso, lungo la via chiamata retronasale. <strong>Il cervello fonde quegli aromi con i gusti della lingua e colloca tutta la sensazione in bocca,<\/strong> per cui l&#8217;aroma viene percepito come gusto. Basta tapparsi il naso durante un sorso di caff\u00e8 per accorgersene, perch\u00e9 restano l&#8217;amaro e poco altro. Quanto pesi l&#8217;olfatto nel sapore complessivo nessuno lo ha misurato con un numero affidabile, e le percentuali che circolano non hanno una base solida.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tatto e temperatura<\/h3>\n\n\n\n<p>Il nervo trigemino porta al cervello le sensazioni tattili e termiche della bocca, quindi la consistenza, l&#8217;astringenza di un vino tannico, il piccante, il fresco della menta, e da qui dipende in buona parte il calore di un sorso di vino o di distillato. <strong>L&#8217;alcol abbassa la soglia di attivazione di un recettore sensibile al calore da circa 42 a circa 34 gradi<\/strong>, vicino alla temperatura del corpo, e il recettore scatta anche con un liquido fresco.<\/p>\n\n\n\n<p>La temperatura reale agisce invece sul gusto stesso. Un canale presente nelle cellule che riconoscono dolce, amaro e umami si apre molto di pi\u00f9 al caldo, ed \u00e8 uno dei motivi per cui un gelato sciolto sembra pi\u00f9 dolce di uno appena uscito dal freezer e lo stesso vino sembra meno dolce quando \u00e8 servito freddo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il suono del morso<\/h3>\n\n\n\n<p>Anche l&#8217;udito entra nel sapore. Massimiliano Zampini, dell&#8217;Universit\u00e0 di Trento, e Charles Spence, dell&#8217;Universit\u00e0 di Oxford, fecero mordere ai partecipanti patatine tutte uguali mentre una cuffia restituiva il suono del morso, modificato di volta in volta. Nello studio <a href=\"https:\/\/ora.ox.ac.uk\/objects\/uuid:853d9b0d-0249-4761-b329-936a791ecedd\">pubblicato sul Journal of Sensory Studies nel 2004<\/a> le patatine sembravano pi\u00f9 croccanti e pi\u00f9 fresche quando il suono era pi\u00f9 forte o quando venivano amplificate le frequenze acute. <strong>Il lavoro valse ai due ricercatori il premio Ig Nobel per la nutrizione nel 2008<\/strong>, il riconoscimento ironico per le ricerche che prima fanno ridere e poi fanno pensare. Per un prodotto costruito sulla croccantezza, il rumore del primo morso fa parte del prodotto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il colore nel bicchiere<\/h3>\n\n\n\n<p>Gli occhi intervengono prima di tutti gli altri sensi. In un esperimento condotto a Bordeaux, 54 assaggiatori, studenti di enologia, descrissero un vino bianco colorato di rosso con un colorante privo di odore usando i termini che si usano per i rossi. Il colore aveva orientato la descrizione degli aromi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prima del sorso conta quello che ci si aspetta<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/farina-wines-brainart-degustazione-eeg-1024x576.webp\" alt=\"Due ospiti indossano il sensore EEG di BrainArt durante la degustazione dei vini Farina, con un calice di vino rosso sul tavolo\" class=\"wp-image-123246\" srcset=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/farina-wines-brainart-degustazione-eeg-1024x576.webp 1024w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/farina-wines-brainart-degustazione-eeg-300x169.webp 300w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/farina-wines-brainart-degustazione-eeg-768x432.webp 768w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/farina-wines-brainart-degustazione-eeg.webp 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Durante la degustazione, il sensore EEG segue la risposta di ogni ospite al vino, poi tradotta in un\u2019opera unica.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;esperimento di Pasadena applica la stessa logica a un&#8217;informazione che non attraversa i sensi, <strong>il prezzo, che alza le aspettative e le fa entrare nel calcolo del piacere<\/strong>. Gli autori ipotizzano che recensioni, marchio, provenienza e pubblicit\u00e0 producano effetti simili, ed \u00e8 un&#8217;ipotesi che lo studio non verifica. Il campione era piccolo e formato da giovani che bevevano vino rosso senza esserne esperti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un brand la conseguenza pratica \u00e8 che il racconto che precede l&#8217;assaggio fa parte dello stimolo. Il nome del prodotto, la storia di chi lo ha fatto, il luogo da cui viene, il modo in cui viene servito arrivano nella stessa regione del cervello in cui si decide quanto \u00e8 piaciuto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il filtro del gusto si chiama saziet\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Ogni senso ha un modo per abbassare il volume su ci\u00f2 che si ripete, e per il gusto il pi\u00f9 evidente \u00e8 la <strong>saziet\u00e0 sensoriale specifica<\/strong>. Quando si mangia o si beve molto della stessa cosa, il piacere per quel cibo cala mentre quello per gli altri resta quasi intatto, ed \u00e8 il motivo per cui dopo un secondo abbondante resta spazio per il dolce. In uno studio di risonanza magnetica su dieci persone, chi aveva bevuto a saziet\u00e0 latte al cacao o succo di pomodoro trovava meno gradevole la bevanda consumata, e la stessa riduzione compariva nell&#8217;attivit\u00e0 di una zona della corteccia orbitofrontale, soltanto per quella bevanda.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo si aggiunge l&#8217;adattamento,<strong> cio\u00e8 la perdita di intensit\u00e0 di un gusto tenuto a lungo in bocca.<\/strong> L&#8217;analisi sensoriale professionale si difende da entrambi con regole precise, che le norme internazionali del settore fissano in pause e risciacqui tra un campione e l&#8217;altro e in un ordine di presentazione bilanciato. Una degustazione a un evento non ha bisogno della stessa rigidit\u00e0, ma ne pu\u00f2 ereditare il principio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ogni bocca assaggia a modo suo<\/h2>\n\n\n\n<p>Una sostanza amara chiamata PROP divide la popolazione in tre gruppi. Secondo le stime pi\u00f9 citate, circa un quarto delle persone la percepisce appena o per nulla, circa met\u00e0 la trova amara e un altro quarto intensamente amara; chi appartiene a quest&#8217;ultimo gruppo ha in media pi\u00f9 papille sulla parte anteriore della lingua. Le proporzioni cambiano tra popolazioni, e la genetica, con un gene che codifica un recettore dell&#8217;amaro, spiega una parte della differenza ma non tutta.<\/p>\n\n\n\n<p>Due ospiti davanti allo stesso vino non hanno quindi in bocca la stessa esperienza, ed \u00e8 una ragione in pi\u00f9 per leggere ogni risposta a partire dal riferimento della singola persona.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa registra un elettrodo davanti a uno stimolo gustativo<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Partecipanti-al-BIT-2026-insieme-alla-regione-Molise-1024x576.webp\" alt=\"Ragazzo con il sensore EEG Muse sulla fronte che annusa un calice di vino rosato durante la degustazione BrainArt alla BIT 2026\" class=\"wp-image-123321\" srcset=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Partecipanti-al-BIT-2026-insieme-alla-regione-Molise-1024x576.webp 1024w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Partecipanti-al-BIT-2026-insieme-alla-regione-Molise-300x169.webp 300w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Partecipanti-al-BIT-2026-insieme-alla-regione-Molise-768x432.webp 768w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Partecipanti-al-BIT-2026-insieme-alla-regione-Molise.webp 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un visitatore porta il calice al naso con il sensore sulla fronte, allo stand della Regione Molise alla BIT 2026 di Milano.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La corteccia gustativa primaria sta in profondit\u00e0, sotto le pieghe che la ricoprono, e un elettrodo sul cuoio capelluto non la registra direttamente. In una degustazione vera c&#8217;\u00e8 poi un ostacolo in pi\u00f9, i muscoli. Masticare, muovere la lingua e deglutire attivano mascella, viso e collo, e l&#8217;attivit\u00e0 elettrica dei muscoli \u00e8 molto pi\u00f9 ampia di quella cerebrale. Lo mostra bene uno studio esplorativo pubblicato nel 2025 da un laboratorio universitario milanese, condotto con <strong>15 assaggiatori professionisti di caff\u00e8<\/strong>, una cuffia da 38 elettrodi e un protocollo rigido, con risciacquo prima di ogni assaggio e il liquido trattenuto in bocca per dieci secondi prima di deglutire. Pur con tecniche avanzate di pulizia e finestre scelte per ridurre i disturbi muscolari, gli autori considerano la qualit\u00e0 dei dati non ottimale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dalla fronte si pu\u00f2 confrontare il lato sinistro con il destro, e su questo confronto si basa l&#8217;asimmetria frontale, l&#8217;indice pi\u00f9 studiato anche per il gusto.<\/strong> Le ricerche che lo hanno usato per valutare la piacevolezza di un assaggio in condizioni realistiche sono ancora poche, spesso presentate a convegni, e restano preliminari. L&#8217;indice descrive una direzione, la tendenza ad avvicinarsi o ad allontanarsi da uno stimolo, e non distingue un&#8217;emozione dall&#8217;altra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come il sensore BrainArt legge la risposta a uno stimolo gustativo<\/h2>\n\n\n\n<p>Negli eventi usiamo il Muse 2 di InteraXon, <a href=\"https:\/\/brainart.io\/blog\/sensore-eeg-di-brainart-cosa-misura-come-si-indossa\/\">un archetto EEG a secco che si indossa in pochi istanti<\/a>, senza gel, collegato via Bluetooth alla postazione. Ha due elettrodi sulla fronte, uno a sinistra e uno a destra, e due appoggi dietro le orecchie. Oltre all&#8217;attivit\u00e0 elettrica del cervello registra il battito del cuore e i movimenti della testa, due segnali che in una degustazione diventano utili. Il battito cambia ritmo quando qualcosa attiva la persona, il movimento permette di riconoscere l&#8217;istante in cui il sorso viene deglutito.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun elettrodo si trova sopra l&#8217;insula, e il sensore segue la risposta che affiora nelle regioni frontali e temporali durante e dopo l&#8217;assaggio. Il protocollo tiene conto dei muscoli. Nella degustazione di vino il sensore registra prima dell&#8217;assaggio, per circa trenta secondi,<strong> l&#8217;attivit\u00e0 a riposo della persona con il calice in mano<\/strong>, che diventa il suo punto di riferimento. La misura vera e propria parte dalla deglutizione, scarta i due o tre secondi successivi, ancora disturbati dai movimenti della bocca, e segue il ritmo alfa raccolto dietro le orecchie, uno dei segnali pi\u00f9 stabili del dispositivo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dal segnale al quadro<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Partecipante-allevento-Farina-Wines-1024x576.webp\" alt=\"Ospite con un calice di vino rosso davanti a uno schermo diviso in due met\u00e0 che mostra due opere BrainArt nei toni del rosso e dell\u2019arancio\" class=\"wp-image-123323\" srcset=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Partecipante-allevento-Farina-Wines-1024x576.webp 1024w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Partecipante-allevento-Farina-Wines-300x169.webp 300w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Partecipante-allevento-Farina-Wines-768x432.webp 768w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Partecipante-allevento-Farina-Wines.webp 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Due ospiti vivono la sessione in contemporanea, ciascuno con la propria met\u00e0 dello schermo, durante la degustazione Farina Wines.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il segnale viene elaborato da algoritmi proprietari e convertito in parametri visivi che guidano l&#8217;immagine sullo schermo in tempo reale. Il colore nasce dall&#8217;asimmetria alfa frontale. <strong>I toni caldi raccontano un coinvolgimento spontaneo, quelli freddi una risposta analitica e volontaria<\/strong>, che durante una degustazione pu\u00f2 voler dire riconoscere gli aromi o distinguere l&#8217;acidit\u00e0 dal corpo, e i verdi un equilibrio tra le due direzioni. Il movimento delle linee segue il livello di attivazione, mentre la struttura dei vortici funziona come una firma personale che cambia da persona a persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Al termine il quadro viene stampato su carta fotografica e consegnato in un pieghevole personalizzabile con il marchio dell&#8217;azienda ospite, e il team presente in loco, composto da neuroscienziati e psicologi, lo spiega a chi l&#8217;ha generato. Il quadro descrive come si \u00e8 comportato il segnale durante l&#8217;assaggio, e non dice che cosa la persona abbia pensato o provato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una metrica costruita sull&#8217;assaggio<\/h3>\n\n\n\n<p>La versione digitale dell&#8217;opera arriva in una <strong>dashboard personale<\/strong>, che per gli stimoli gustativi ospita una lettura pensata per quel prodotto. Al lancio della Nescaf\u00e9 Dolce Gusto NEO abbiamo introdotto l&#8217;Impatto, che descrive la velocit\u00e0 e la forza con cui l&#8217;aroma del caff\u00e8 raggiunge la persona nei primi istanti, che lo abbia soltanto annusato o anche bevuto, e si esprime in quattro forme, intenso, avvolgente, persistente e delicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per i vini di <a href=\"https:\/\/brainart.io\/blog\/farina-wines-brainart-degustazione-vino\/\">Farina Wines <\/a>abbiamo costruito la Persistenza, che<strong> guarda al momento opposto del sorso<\/strong>. I sommelier chiamano finale le sensazioni che restano dopo la deglutizione e lo misurano in secondi. La Persistenza osserva la stessa finestra di tempo seguendo il ritmo alfa, che si allontana dal livello di riposo e poi vi rientra, e considera conclusa la risposta quando l&#8217;attivit\u00e0 resta nel suo intervallo abituale per almeno tre secondi. Le letture sono quattro, ispirate alla scala dei sommelier. Passeggera fino a sei secondi, distesa tra sei e quindici, duratura oltre i quindici, sfumata quando la risposta si dissolve senza un confine netto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna delle due metriche giudica la qualit\u00e0 del prodotto o misura il gusto. La Persistenza, in particolare, nasce dall&#8217;incontro tra il vino, con il suo alcol, i tannini e il tipo di aromi, e chi lo beve, con la propria saliva e l&#8217;attenzione che dedica al sorso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Progettare lo stimolo gustativo per il proprio evento<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Evento-Farina-Wines-1024x576.webp\" alt=\"Calice di vino bianco accanto a un portatile che mostra un\u2019opera BrainArt dalle linee dorate, con la brochure Farina sul tavolo\" class=\"wp-image-123322\" srcset=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Evento-Farina-Wines-1024x576.webp 1024w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Evento-Farina-Wines-300x169.webp 300w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Evento-Farina-Wines-768x432.webp 768w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Evento-Farina-Wines.webp 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L\u2019opera prende forma sullo schermo dalla risposta registrata durante l\u2019assaggio, alla presentazione della linea Remo Farina a Milano.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Quello che si sa sul gusto <strong>si traduce in decisioni concrete per chi organizza<\/strong>. Che cosa far assaggiare, in quale quantit\u00e0, a quale temperatura, in quale ordine e con quale racconto sono scelte che cambiano con ci\u00f2 che l&#8217;evento deve ottenere, e presentazione prodotto, fiera ed evento aziendale chiedono cose diverse.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Presentazione prodotto, il primo assaggio \u00e8 il momento da progettare<\/h3>\n\n\n\n<p>Con giornalisti, creator e influencer l&#8217;obiettivo \u00e8 agganciare il marchio al ricordo attraverso un passaggio preciso dell&#8217;esperienza, e <strong>quando il prodotto \u00e8 un alimento o una bevanda quel passaggio coincide con il primo assaggio<\/strong>. L&#8217;esperimento sul prezzo suggerisce di curare le parole che lo precedono, perch\u00e9 nome, origine e lavorazione entrano nella valutazione. La temperatura di servizio cambia il dolce percepito, il suono del morso cambia la croccantezza. A tavola, con pi\u00f9 prodotti da presentare, porzioni piccole e pause tengono lontana la saziet\u00e0 e lasciano a ogni assaggio la sua risposta.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fiera, l&#8217;assaggio diventa visibile sullo schermo<\/h3>\n\n\n\n<p>In un padiglione la funzione \u00e8 portare flusso allo stand e raccogliere contatti. Un assaggio non si vede da lontano, e chi passa vede soltanto persone che mangiano.<strong> <a href=\"https:\/\/brainart.io\/fiera\/\">Lo stand che ospita BrainArt<\/a> mostra invece sullo schermo una visualizzazione che cambia in tempo reale con la risposta di chi sta assaggiando<\/strong>, leggibile anche a distanza. La consegna del quadro e della versione digitale tramite codice QR o email crea il momento naturale per il contatto, nel rispetto delle informative sulla privacy. Porzioni piccole e un bicchiere d&#8217;acqua tengono lontana la saziet\u00e0 di chi ha gi\u00e0 assaggiato molto nei padiglioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Evento aziendale, un sapore legato a quella serata<\/h3>\n\n\n\n<p>Per una festa di Natale, un anniversario o un kick off la funzione \u00e8 la memorabilit\u00e0. A tavola il gusto c&#8217;\u00e8 gi\u00e0, ed \u00e8 lo stimolo pi\u00f9 naturale da trasformare in esperienza. Il calice del brindisi o un cocktail creato per l&#8217;occasione diventano l&#8217;origine di un quadro diverso per ogni collega, che resta come oggetto fisico. Il discrimine rispetto a un buffet ben fatto sta nella progettazione, perch\u00e9 l&#8217;esperienza viene costruita attorno a un assaggio preciso che si vuole legare a quella serata. Per un gruppo che preferisce uscire dall&#8217;ufficio, l&#8217;esperienza in cantina a Fattoria del Cerro, a Montepulciano, con Tenute del Cerro, dura circa tre ore e si prenota con almeno dieci giorni di anticipo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dato di percezione raccolto a tavola<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando l&#8217;ingaggio \u00e8 di neuromarketing esperienziale, i segnali registrati mentre i partecipanti assaggiano un prodotto diventano dati di percezione restituiti al brand. Con il <a href=\"https:\/\/brainart.io\/blog\/brainart-product-lab-laboratorio-di-neuromarketing-esperienziale-brainart\/\">Product Lab, il nostro format di neuromarketing esperienziale<\/a>, l&#8217;azienda riceve metriche proprietarie su attenzione ed emozione e un report operativo da usare nelle decisioni su sviluppo prodotto e posizionamento. In questo caso il modo di lavorare cambia, perch\u00e9 dietro c&#8217;\u00e8 uno studio. Porzioni, temperatura, ordine degli assaggi e pause vanno standardizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto con il laboratorio va fatto apertamente. A Pasadena il vino arrivava da un tubo tenuto tra le labbra come una cannuccia, a persone sdraiate supine dentro uno scanner, che dovevano trattenerlo in bocca e deglutire a comando. Sono condizioni che producono dati precisi, lontane da una tavola. <strong>All&#8217;evento la persona tiene il calice in mano e beve quando vuole, seduta a un pranzo o in piedi davanti a un bancone.<\/strong> Raccogliamo meno dati, in condizioni molto pi\u00f9 vicine a quelle in cui il prodotto verr\u00e0 consumato davvero.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo stimolo gustativo in sei eventi BrainArt<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" data-id=\"118098\" src=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/est-di-prodotto-brainart-product-lab-neuromarketing-er-business-esperienziale-819x1024.jpg\" alt=\"Una donna con il sensore appoggiato sulla fronte e grandi cuffie sulle orecchie addenta un cornetto avvolto in un tovagliolo, tenendolo con entrambe le mani; indossa una camicia bianca con un badge al collo e, sullo sfondo, una parete chiara.\" class=\"wp-image-118098\" srcset=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/est-di-prodotto-brainart-product-lab-neuromarketing-er-business-esperienziale-819x1024.jpg 819w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/est-di-prodotto-brainart-product-lab-neuromarketing-er-business-esperienziale-240x300.jpg 240w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/est-di-prodotto-brainart-product-lab-neuromarketing-er-business-esperienziale-768x960.jpg 768w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/est-di-prodotto-brainart-product-lab-neuromarketing-er-business-esperienziale-1229x1536.jpg 1229w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/est-di-prodotto-brainart-product-lab-neuromarketing-er-business-esperienziale-1639x2048.jpg 1639w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/est-di-prodotto-brainart-product-lab-neuromarketing-er-business-esperienziale.jpg 2025w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" data-id=\"113526\" src=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/BrainArt-concept-eventi-esperienza-prodotto-interattiva-819x1024.png\" alt=\"Donna di profilo mangia un panino mentre osserva un quadro BrainArt\u00ae blu dai filamenti luminosi su uno schermo, in un ambiente dalle luci calde.\" class=\"wp-image-113526\" srcset=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/BrainArt-concept-eventi-esperienza-prodotto-interattiva-819x1024.png 819w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/BrainArt-concept-eventi-esperienza-prodotto-interattiva-240x300.png 240w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/BrainArt-concept-eventi-esperienza-prodotto-interattiva-768x960.png 768w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/BrainArt-concept-eventi-esperienza-prodotto-interattiva.png 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" data-id=\"113795\" src=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/taurisano-pulchra-brainart-santo-stefano-neuroscienze-marketing-esperienziale-819x1024.png\" alt=\"Ragazza seduta con un dispositivo EEG indossato sulla fronte sorseggia un cocktail con la cannuccia, durante un evento serale all'aperto\" class=\"wp-image-113795\" srcset=\"https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/taurisano-pulchra-brainart-santo-stefano-neuroscienze-marketing-esperienziale-819x1024.png 819w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/taurisano-pulchra-brainart-santo-stefano-neuroscienze-marketing-esperienziale-240x300.png 240w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/taurisano-pulchra-brainart-santo-stefano-neuroscienze-marketing-esperienziale-768x960.png 768w, https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/taurisano-pulchra-brainart-santo-stefano-neuroscienze-marketing-esperienziale.png 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il gusto \u00e8 entrato nelle nostre esperienze in contesti molto diversi<\/strong>, dal lancio di un prodotto davanti a creator e influencer a una fiera internazionale, fino a una festa di paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 16 settembre 2026, in Terrazza Duomo a Milano, <a href=\"https:\/\/brainart.io\/blog\/lancio-nescafe-dolce-gusto-neo\/\">il lancio della Nescaf\u00e9 Dolce Gusto NEO<\/a> per creator e influencer ha <strong>incluso una degustazione del caff\u00e8 preparato con la nuova macchina<\/strong>. Gli ospiti, due alla volta, guardavano un breve video di Nescaf\u00e9 e poi annusavano o assaggiavano il caff\u00e8. Dei 106 partecipanti, il 54 per cento ha avuto un Impatto persistente, il 30 delicato, l&#8217;11 avvolgente e il 5 intenso. La media cromatica delle opere si \u00e8 attestata sul verde, segno di persone che hanno percepito e analizzato nello stesso momento.<\/p>\n\n\n\n<p>A ottobre 2026 Farina Wines ha presentato tre nuovi vini della linea Remo Farina, il Corte Conti Cavalli Rosso Veronese IGT 2023, il Montecorna Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore 2024 e il Montefante Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2021, durante un pranzo nel ristorante stellato di Andrea Aprea a Milano. <strong>\u00c8 l&#8217;occasione per cui abbiamo creato la Persistenza<\/strong>, e la dashboard di ogni ospite riportava, accanto all&#8217;opera e alla lettura del finale, la scheda del vino degustato con annata, gradazione e sentori.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il <a href=\"https:\/\/brainart.io\/blog\/brainart-e-mcdonalds-quando-il-food-incontra-le-neuroscienze\/\">lancio del McCrunchy Chicken<\/a>, il 25 febbraio 2025 nel ristorante McDonald&#8217;s di via Dante a Milano, <strong>l&#8217;esperienza doveva dare forma al primo morso<\/strong>. La visualizzazione in tempo reale \u00e8 stata costruita sull&#8217;identit\u00e0 del marchio, con lo sfondo arancione, effetti azzurri affilati a richiamare la croccantezza, il rosso per i segnali cerebrali pi\u00f9 intensi e la scritta Crunch al centro. La croccantezza, che si sente con i denti e con le orecchie, \u00e8 diventata anche un elemento visivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al SIGEP 2026 di Rimini, dal 16 al 20 gennaio, la <a href=\"https:\/\/brainart.io\/blog\/la-re-b-experience-con-brainart-e-forno-dasolo-al-sigep\/\">Re B. Experience co-progettata con Forno d&#8217;Asolo<\/a> ha presentato in anteprima il nuovo cornetto Re B. attraverso tre sensi, il gusto dell&#8217;assaggio, l&#8217;olfatto della fragranza e l&#8217;udito, con una canzone scelta da ogni visitatore. In cinque giorni di fiera sono state create oltre 820 opere.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla <a href=\"https:\/\/brainart.io\/blog\/brainart-alla-bit-2026-insieme-alla-regione-molise\/\">BIT 2026 di Milano, allo stand della Regione Molise<\/a>, i visitatori hanno degustato prodotti tipici del territorio, tra vini, formaggi e dolci. Per l&#8217;occasione ha debuttato il format BrainArt &amp; IA, in cui la frequenza media attorno a cui si organizza l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale durante la degustazione determina la conformazione di un paesaggio, marino, collinare o montano.<\/p>\n\n\n\n<p>A <a href=\"https:\/\/brainart.io\/blog\/brainart-a-taurisano-lincontro-tra-tradizione-e-innovazione\/\">Taurisano<\/a>, in Salento, dal 2 al 4 agosto 2025, dentro la festa patronale di Santo Stefano, un cocktail \u00e8 stato usato per la prima volta come attivatore dell&#8217;esperienza, in alternativa a un brano musicale o a un momento a occhi chiusi. In tre giorni le esperienze sono state oltre 250.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un gusto riconosciuto dopo un secolo<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 1908 Kikunae Ikeda, chimico dell&#8217;Universit\u00e0 Imperiale di Tokyo, estrasse da un brodo di alga kombu la sostanza responsabile di un sapore che non era dolce, n\u00e9 salato, n\u00e9 acido, n\u00e9 amaro. <strong>Era il glutammato, e Ikeda chiam\u00f2 quel sapore umami, da una parola giapponese che indica qualcosa di buono, di gustoso.<\/strong> In Occidente l&#8217;idea fu accolta con grande lentezza, e il riconoscimento pieno arriv\u00f2 quando, tra il 2000 e il 2002, furono identificati i recettori della bocca che lo rilevano. Nel frattempo chiunque avesse mangiato un formaggio stagionato lo aveva sentito per tutta la vita, senza una parola per nominarlo. Un sapore pu\u00f2 esistere a lungo nell&#8217;esperienza delle persone prima di trovare una forma che lo renda riconoscibile.<\/p>\n\n\n\t<div class=\"ba-author-box\">\n\t\t<div class=\"ba-author-box__media\">\n\t\t\t<img alt='Heidi Garcia' src='https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/cropped-heidiGarciaAvatar-120x120.webp' srcset='https:\/\/brainart.io\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/cropped-heidiGarciaAvatar.webp 2x' class='avatar avatar-120 photo ba-author-box__avatar' height='120' width='120' \/>\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"ba-author-box__content\">\n\t\t\t<p class=\"ba-author-box__eyebrow fw-light\">Author profile<\/p>\n\t\t\t<p class=\"ba-author-box__name fw-strong\">Heidi Garcia<\/p>\n\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"ba-author-box__bio\">Laureata Triennale in Ingegneria Informatica e Magistrale in Ingegneria Robotica e dell&#039;Automazione. Da sempre appassionata di tecnologia, spazio e divulgazione scientifica, con un occhio all&#039;attualit\u00e0.<\/p>\n\t\t\t\t\t\t<a class=\"ba-author-box__cta fw-medium text-ui white\" href=\"https:\/\/brainart.io\/en\/author\/heidi-garcia\/\">Vedi i suoi articoli<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n\t\n\n\n\n<div class=\"schema-faq wp-block-yoast-faq-block\"><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1793808928047\"><strong class=\"schema-faq-question\">Cosa succede nel cervello quando sentiamo un gusto?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Le cellule dei calici gustativi riconoscono dolce, salato, acido, amaro e umami e inviano il segnale lungo tre nervi cranici fino al tronco encefalico. Da l\u00ec passa al talamo e alla corteccia gustativa primaria, nell&#8217;insula, che ne codifica qualit\u00e0 e intensit\u00e0, e poi alla corteccia orbitofrontale, dove gusto, aroma e consistenza si uniscono e diventano piacere.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1793808940415\"><strong class=\"schema-faq-question\">Perch\u00e9 il gusto dipende cos\u00ec tanto dall&#8217;olfatto?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Mentre si mastica e si deglutisce, gli aromi risalgono dalla gola al naso lungo la via retronasale, e il cervello li fonde con i gusti della lingua collocando tutta la sensazione in bocca. Tappandosi il naso durante un sorso restano solo i gusti di base, mentre note tostate, fruttate o speziate spariscono quasi del tutto.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1793808953979\"><strong class=\"schema-faq-question\">Il prezzo o l&#8217;etichetta possono cambiare il gusto di un vino?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">In uno studio con risonanza magnetica su venti persone, lo stesso vino presentato con un prezzo pi\u00f9 alto \u00e8 stato giudicato pi\u00f9 gradevole e ha attivato di pi\u00f9 la corteccia orbitofrontale mediale. Le aree gustative primarie non cambiavano, quindi a variare era la valutazione del piacere, influenzata dalle aspettative, mentre la percezione sensoriale restava la stessa.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1793808964276\"><strong class=\"schema-faq-question\">Un sensore EEG pu\u00f2 misurare la risposta a un assaggio?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Un sensore EEG non raggiunge la corteccia gustativa, che si trova in profondit\u00e0 nell&#8217;insula, e masticare produce disturbi muscolari molto pi\u00f9 ampi del segnale cerebrale. Con un protocollo adatto pu\u00f2 per\u00f2 seguire la risposta frontale e il ritmo alfa prima e dopo la deglutizione, insieme al battito cardiaco, confrontandoli con lo stato a riposo della persona.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1793808976413\"><strong class=\"schema-faq-question\">Come si usa uno stimolo gustativo in un evento con BrainArt?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">L&#8217;ospite indossa il sensore, resta qualche secondo a riposo e poi assaggia un vino, un caff\u00e8, un cocktail o un prodotto da forno. La sua risposta diventa una visualizzazione in tempo reale, un quadro stampato e una dashboard con una metrica dedicata. Lo stimolo si sceglie in base alla funzione, presentazione prodotto, fiera o evento aziendale.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1793808985781\"><strong class=\"schema-faq-question\">Che cos&#8217;\u00e8 la persistenza di un vino e come la misura BrainArt?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">La persistenza \u00e8 la durata delle sensazioni che un vino lascia dopo la deglutizione, che i sommelier chiamano finale e misurano in secondi. La metrica Persistenza segue il ritmo alfa dell&#8217;ospite dopo il sorso e registra quando torna al livello di riposo, con quattro letture, passeggera, distesa, duratura e sfumata.<\/p> <\/div> <\/div>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":123328,"parent":0,"menu_order":0,"template":"","categories":[53],"class_list":["post-123303","blog","type-blog","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-neuroscienze-tecnologia"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Cosa succede nel cervello di fronte a uno stimolo gustativo durante un evento BrainArt - BrainArt\u00ae<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Dalla lingua alla corteccia, perch\u00e9 il prezzo cambia il piacere di un vino e cosa ne legge un sensore EEG durante un evento BrainArt.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, 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